Copertina del catalogo

Fred Licht
Boston University Conservatore Collezione Guggenheim

Le sculture di Giuliano Caneva si accomunano alle qualità e alla doppia, enigmatica esistenza del seme di un chicco di frumento, per citare un esempio. Come il seme, la sua scultura si presenta quale duro oggetto concluso in se stesso, gelosamente chiuso contro l'esterno e allo stesso tempo come forma tenera, labile profezia di ulteriore germogliare, tesa ad estendersi nello spazio circostante. Caneva ha saputo cogliere la sobriet� che caratterizza la nostra epoca. In questo è perfettamente obbediente all'esigenza baudelariana in "di étre de son temps". Le sue composizioni calibrate, perfette nel loro complicato equilibrio hanno la compiutezza di una espressione euclidea. Certi suoi tondi per esempio arrivano ad un'armoniosa sintesi fra stasi rettilinea e dinamica circolare. Mai però Caneva si ferma a questo punto. Mai le sue sculture, come la scultura minimalista, rimangono rigidamente-frigidamente chiuse in se. Se la sua scultura si presenta come "segno" (per adoperare il gergo critico odierno) questo segno ha la funzione di guidarci oltre la dimensione estetica. Forse invece di parlare di "segno" si dovrebbe, nel suo caso parlare di "insegna". Implicito in ogni sua opera, è lo sviluppo, la metamorfosi... sempre senza sacrificare la rigorosa perfezione formale. E' logico che il materiale prediletto di. Caneva sia il legno che si sposa con tanta vivacit� allo scopo che l'artista si propone. Il legno ha una sua forma, una storia già compiuta di albero morto. Ma se il legno ci parla del suo passato, è altrettanto capace di esprimere la sua rinascita in una dimensione spirituale totalmente diversa. C'è nell'opera di Caneva - e soprattutto nelle sculture di mole monumentale - un altro aspetto affascinante. In queste sculture di dimensioni ambiziose, Caneva raggiunge una rarissima simbiosi fra scultura e architettura. Volume massiccio (Volume, cioè che respinge lo spazio estremo), e volume contenitore si alternano da punti di vista diversi. E' forse quest'abilità di far convenire i principi astratti dell'architettura con l'essenza sensuale della scultura che rende la sua arte così flessibile e così compatibile con la vita quotidiana; così compatibile cioè con l'ideale del Bauhaus di un arte che sia Gebrauchskunst, arte da utilizzare. Benchè le sculture di Caneva si prestino benissimo all'esposizione museale, si presentano ancora meglio come scultura che partecipa alla vita di ogni giorno. Caneva, infatti, propugna un'arte che ci arricchisce non solo nei momenti dedicati al godimento estetico ma che ci regala pure delle esperienze che spandono la loro armonia su tanti momenti, anche i più effimeri ed umili, della nostra esistenza.


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